Aforismi di Pablo Neruda

Una raccolta di aforismi di Pablo Neruda

Pablo NerudaNeruda è stato un poeta e uno scrittore di grande fama, i suoi scritti sono stati un ispirazione per molti studenti e scrittori, di seguito vogliamo proporvi una raccolta completa di aforismi di Pablo Neruda.


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Gli aforismi di Pablo Neruda sono quelli che è possibile leggere più spesso in rete. Migliaia di artisti in tutto il mondo hanno scelto Pablo Neruda e lo hanno citato, diffondendo le sue parole praticamente in ogni angolo del globo. Il Premio Nobel per la letteratura Pablo Neruda, viene definito come uno dei principali e più grandi poeti del XX secolo. Nel 1971 Pablo Neruda ha ottenuto il premio alla letteratura ed è apprezzato in tutti i continenti del mondo. Nel 1973 l’uomo ha perso la vita a Santiago del Cile dopo una carriera lunga e produttiva che lo ha contraddistinto per una bellezza delle parole e dei sentimenti diffusi attraverso le sue opere. Scoprirete gli aforismi di Pablo Neruda che non avete mai letto e che riusciranno a comunicare alle persone che avete di fronte, i vostri sentimenti oppure uno stato d’animo particolare.




Una delle citazioni più famose di Pablo Neruda è “Vorrei fare con te quello che la Primavera fa con i ciliegi“. Nelle sue poesie, infatti ci sono dei passaggi davvero preziosi è in grado di creare nella mente di chi li legge delle icone perfette di stile e di armonia, di testi e immagini. Non è facile fare una selezione dei migliori testi e aforismi di Pablo Neruda, ma in una raccolta che si rispetti, non si possono non citare le opere bellissime che ne hanno contraddistinto una carriera eccezionale. Nel 1953, infatti Pablo Neruda anche vinto il premio Lenin per la pace e questo dimostra il suo impegno politico e per il pianeta nel corso di una vita davvero bella e particolare, ricca di ideale.


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La vita sorprendente di Pablo Neruda

Da dove viene la bellezza dei testi di Pablo Neruda? Le sue poesie sono davvero sensazionali e vengono oggigiorno condivise su da migliaia di utenti, sia in rete che nell’uso comune. Non avete mai ricevuto un bigliettino di auguri o una lettera d’amore contenente una citazione di Pablo neruda? Avete intenzione di usare le parole di questo grande autore per comunicare i vostri sentimenti? Pablo Neruda non è stato solo un poeta ma è stato anche un politico e un diplomatico cileno. È una delle più importanti figure della letteratura contemporanea in casa latinoamericana, ma anche generalmente in tutto il pianeta. Il suo nome è Riccardo Elisir Neftali Reyes Basoalto . Lo pseudonimo di Pablo Neruda è stato usato per onorare lo scrittore ceco Jan Neruda. Il Premio Nobel per la letteratura Pablo Neruda ha avuto numerosi incarichi politici e diplomatici ed ha ricoperto il ruolo di senatore. Ha aderito al comunismo ha sostenuto anche Salvatore Allende. Morto dopo il golpe del Generale Augusto Pinochet nel 1973.

Mentre stava per partire per un lungo esilio ha perso la vita e ancora oggi ci sono molte storie relativamente al suo decesso anche se la causa ufficiale della morte è quella di un tumore. La travagliata vita di Pablo Neruda tra incarichi diplomatici e la battaglia comunista, ha reso le sue poesie ricche di significati e di sensi profondi. Nelle attività politiche in Cile fino agli anni dell’esilio, Pablo Neruda si è sempre contraddistinto per una produzione ricca e particolare che lo hanno reso uno degli scrittori più importanti di questo secolo. Dopo anni passati in giro per il mondo e lontani dalla sua patria, sono del 1955 che riesce a ritornare in Cile negli ultimi anni si era dedicato in particolare alla sua biografia e a raccontare quella che era la sofferenza della sua anima relativamente a questa condizione politica che stava vivendo. È stato anche indicato come un possibile candidato alla carica di Presidente della Repubblica in Cile, ma il suo impegno è continuato anche come scrittore. Prima di morire è rimasto nella storia quella che sarebbe stata la sua frase rivolta ai militari golpisti qualche anno prima della sua morte. A coloro che avevano iniziato a vessarlo dopo la morte di Salvador Allende, Pablo Neruda avrebbe detto “Guardatevi in giro, c’è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia“.




Gli aforismi di Pablo Neruda sono raccolti in varie opere e addirittura ce n’è una in particolare che è diventata molto famosa. Si tratta dell’ultima poesia che ha scritto prima di morire che è intitolata “I satrapi”. In questa poesia dai toni politici sono racchiuse molte idee dell’uomo che era già provato dalla malattia, ma che comunque ha lasciato ai suoi lettori un messaggio chiaro dell’importanza su le battaglie da continuare da mettere in campo. La sua morte fu misteriosa per vari motivi perché aveva si una malattia, ma allo stesso tempo era stato comunque vittima del regime di Pinochet. Nonostante sia stata fatta l’autopsia che aveva certificato una morte naturale, ancora oggi sono molte le storie che si sentono relativamente alla fine di questo grandissimo autore e scrittore cileno.

 

Gli aforismi di Pablo Neruda sono delle parti essenziali delle sue poesie, comunicate in parole che sono diventate cruciali oramai ad uso comune nel mondo moderno. E’ per questo motivo che ancora oggi viene letto come se fosse passato soltanto un minuto della sua morte. Tra i temi maggiormente utilizzati da Pablo Neruda, ci sono quelli del realismo e del surrealismo. Riesce a spaziare su vari campi e poi ha soprattutto diffuso un concetto romantico particolare nei suoi testi. In tantissime poesie, così come nei suoi aforismi si può già notare, Pablo Neruda parla di concetti romantici della vita e drammatici allo stesso tempo. È una scrittore artista che amava le piccole cose, era perso nei dettagli, era molto legato alla natura ed era in perenne battaglia contro le convenzioni sociali. Era in netto contrasto anche con le banalità del mondo moderno, mentre invece cercava continuamente la sua libertà in una battaglia infinita contro la tirannia e il potere dei più forti. E’ per questo motivo che chi legge gli aforismi di Pablo Neruda, si sente anche ricaricato da un punto di vista emotivo e traspare però in tutta la sua idea del mondo, della natura, di ciò che li circonda, un sentimento di felicità e allo stesso tempo uno di rabbia nei confronti di quelli che sono i grandi mali del mondo che rendono l’uomo umano ben lontano dall’essere felice e libero.


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Gli aforismi di Pablo Neruda nell’era dei social network

Visto il suo carattere controcorrente, vista la sua perenne lotta contro l’ordine sociale precostituito, Pablo Neruda avrebbe probabilmente odiato l’uso che ogni giorno viene fatto dei suoi aforismi. Migliaia di utenti ogni giorno li condividono sui propri profili social, le frasi del grande autore magari accompagnate anche dalla filosofia esistono migliaia di raccolte in rete di questo grandissimo scrittore. Scoprirete, sfogliando gli aforismi di Pablo Neruda, delle storie bellissime che parlano anche di voi stessi. Ciò perché Pablo Neruda riesce ad indagare quelli che sono i sentimenti umani con naturalezza e soprattutto le sue idee, quelle presenti sia nelle poesie che nelle frasi citate, sono sempre attuali. Il senso di libertà che riesce a sprigionare con le sue parole scritte piene di emozioni, non riesce anche ad illuminare i pensieri più bui. Per quanto riguarda i sentimenti e il rapporto con l’amore, con la naturalezza di questa emozione, rende le parole dell’autore apprezzate da entrambi i sessi. Ad avere un ruolo di primo piano negli aforismi di Pablo Neruda è anche la natura che viene sempre considerata come scenario in cui mettere in campo tutta la forza dell’animo umano e la bellezza di ogni suo sentimento. Quando non sapete come esprimere i vostri sentimenti alle persone che avete di fronte, Pablo Neruda potrà anche a distanza di quasi 50 anni dalla sua morte, aiutarvi a dire quello che volete.




I suoi messaggi non sono mai al di fuori del tempo ma sono sempre molto attuali molto concisi e arrivano diritti al cuore. Leggere Pablo Neruda metterà in campo una serie di riflessioni sulle condizioni umane sulla psicologia umana e su tutti quelli che sono i problemi che a volte noi stessi siamo costretti ad affrontare per le situazioni politiche sociali e psicologiche che viviamo. La lettura degli aforismi di Pablo Neruda non è solo quindi un viaggio nel mondo cileno e nella storia delle tirannie nel perenne contrasto tra capitalismo e comunismo, ma è soprattutto una battaglia per la pace e la legalità, per la libertà personale e per l’analisi dei sentimenti prendendoli dalla loro essenza naturale e connettendo lì con tutti i segreti che racchiudono. Pablo Neruda sarà sempre in grado di darvi la giusta risposta e la parola opportuna da utilizzare nel momento del maggiore bisogno. Sfogliando gli aforismi di Pablo Neruda, resterete senza parole: ne scoprirete la storia, capirete quello che ancora potrà dirvi e sarà un modo in cui potrete utilizzare le sue frasi nei contesti più disparati. Basterà anche solo una piccola dedica d’amore firmata dall’autore cileno e sarete in grado davvero di fare la differenza. Ecco i principali aforismi scritti da Pablo Neruda: sono tutti a disposizione per gli utenti che non voglio restare fermi nelle apparenze ma preferiscono fare in modo che la storia dell’autore sia diffusa in ogni dove.

 


 

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  • Tutta la notte ho dormito con te vicino al mare, nell'isola. Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno, tra il fuoco e l'acqua. Forse assai tardi i nostri sogni si unirono, nell'alto o nel profondo, in alto come rami che muove uno stesso vento, in basso come rosse radici che si toccano. Forse il tuo sogno si separò dal mio e per il mare oscuro mi cercava, come prima, quando ancora non esistevi, quando senza scorgerti navigai al tuo fianco e i tuoi occhi cercavano ciò che ora - pane, vino, amore e collera - ti do a mani piene, perché tu sei la coppa che attendeva i doni della mia vita. Ho dormito con te tutta la notte, mentre l'oscura terra gira con vivi e con morti, e svegliandomi d'improvviso in mezzo all'ombra il mio braccio circondava la tua cintura. Né la notte né il sonno poterono separarci. Ho dormito con te e svegliandomi la tua bocca uscita dal sonno mi diede il sapore di terra, d'acqua marina, di alghe, del fondo della tua vita, e ricevetti il tuo bacio bagnato dall'aurora, come se mi giungesse dal mare che ci circonda.
  • Dal fondo di te, e inginocchiato, un bimbo triste, come me, ci guarda. Per quella vita che arderà nelle sue vene dovrebbero legarsi le nostre vite. Per quelle mani, figlie delle tue mani, dovrebbero uccidere le mie mani. Per quegli occhi aperti sulla terra vedrò un giorno lacrime nei tuoi. Io non voglio, Amata. Perché nulla ci leghi che nulla ci unisca. Né la parola che profumo' la tua bocca, né ciò che non dissero le parole. Né la festa d'amore che non avemmo, ne i tuoi singhiozzi presso la finestra. (Amo l'amore dei marinai che baciano e se ne vanno. Lasciano una promessa. Non tornano mai più. In ogni porto una donna attende: i marinai baciano e se ne vanno. Una notte si coricano con la morte nel letto del mare.) Amo l'amore che si distribuisce in baci, letto e pane. Amore che può essere eterno e può essere fugace. Amore che vuol liberarsi per tornare ad amare. Amore divinizzato, che s'avvicina. Amore divinizzato che se ne va. Più non s'incanteranno i miei occhi nei tuoi occhi, più' non s'addolcirà vicino a te il mio dolore. Ma dove andrò porterò il il tuo sguardo e dove camminerai porterai il…
  • Succede che mi stanco di essere uomo Succede che entro nelle sartorie e nei cinema smorto, impenetrabile, come un cigno di feltro che naviga in un'acqua di origine e di cenere. L'odore dei parrucchieri mi fa piangere e stridere Voglio solo un riposo di ciottoli o di lana Non voglio più vedere stabilimenti e giardini Mercanzie, occhiali e ascensori. Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie E dei miei capelli e della mia ombra Succede che mi stanco di essere uomo. Dopo tutto sarebbe delizioso Spaventare un notaio con un giglio mozzo O dar morte a una monaca con un colpo d'orecchio. Sarebbe bello andare per le vie con un coltello verde E gettar grida fino a morir di freddo. Non voglio essere più radice nelle tenebre, barcollante, con brividi di sonno, proteso all'ingiù, nelle fradicie argille della terra assorbendo e pensando, mangiando tutti i giorni. Non voglio per me tante disgrazie Non voglio essere più radice e tomba Sotterraneo deserto, stiva di morti, intirizzito, morente di pena. E per ciò il lunedì brucia come il petrolio Quando mi vede giungere con viso da recluso E urla nel suo scorrere come ruota ferita E fa passi…
  • Per il mio cuore basta il tuo petto, per la tua libertà bastano le mie ali. Dalla mia bocca arriverà fino in cielo ciò che stava sopito sulla tua anima. E' in te l'illusione di ogni giorno. Giungi come la rugiada sulle corolle. Scavi l'orizzonte con la tua assenza. Eternamente in fuga come l'onda. Ho detto che cantavi nel vento come i pini e come gli alberi maestri delle navi. Come quelli sei alta e taciturna. E di colpo ti rattristi, come un viaggio. Accogliente come una vecchia strada. Ti popolano echi e voci nostalgiche. Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono gli uccelli che dormivano nella tua anima.
  • Questa volta lasciate che sia felice, non è successo nulla a nessuno, non sono da nessuna parte, succede solo che sono felice fino all'ultimo profondo angolino del cuore. Camminando, dormendo o scrivendo, che posso farci, sono felice. Sono più sterminato dell'erba nelle praterie, sento la pelle come un albero raggrinzito, e l'acqua sotto, gli uccelli in cima, il mare come un anello intorno alla mia vita, fatta di pane e pietra la terra l'aria canta come una chitarra. Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia, tu canti e sei canto. Il mondo è oggi la mia anima canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia essere felice, essere felice perché sì, perché respiro e perché respiri, essere felice perché tocco il tuo ginocchio ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo e la sua freschezza. Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti, essere felice con l'erba e la sabbia essere felice con l'aria e la terra, essere felice con te, con la tua bocca, essere felice.
  • Amare è così breve, e dimenticare così lungo.
  • E' proibito non cercare la tua felicità, non vivere la tua vita pensando positivo, non pensare che possiamo solo migliorare, non sentire che, senza di te, questo mondo non sarebbe lo stesso.
  • Il mondo è mutato, la mia poesia è mutata. Una goccia di sangue caduta tra questi versi rimarrà viva su di essi, indelebile come l'amore.
  • E' proibito non dimostrare il tuo amore, fare pagare agli altri i tuoi malumori. E' proibito abbandonare i tuoi amici, non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto e chiamarli solo quando ne hai bisogno.
  • Forse non essere è esser senza che tu sia, senza che tu vada tagliando il mezzogiorno come un fiore azzurro, senza che tu cammini più tardi per la nebbia e i mattoni, senza quella luce che tu rechi in mano che forse altri non vedran dorata, che forse nessuno seppe che cresceva come l'origine rossa della rosa, senza che tu sia, infine, senza che venissi brusca, eccitante, a conoscer la mia vita, raffica di roseto, frumento del vento, e da allora sono perché tu sei, e da allora sei, sono e siamo, e per amore sarò, sarai, saremo.
  • Amore, quante strade per giungere a un bacio, che solitudine errante fino alla tua compagnia! I treni continuano a rotolare soli con la pioggia. A Taltal ancora non albeggia la primavera. Ma tu ed io, amor mio, siamo uniti, uniti dai vestiti alle radici, uniti d'autunno, d'acqua, di fianchi, fino ad essere solo tu, sol io uniti. Pensare che costò tante pietre che trascina il fiume, la foce dell'acqua del Boroa, pensare che separati da treni e da nazioni tu e io dovevamo semplicemente amarci, confusi con tutti, con uomini e con donne, con la terra che pianta ed educa i garofani.
  • Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Scrivere, per esempio: «La notte è stellata, e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza.» Il vento della notte gira nel cielo e canta. Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava. In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia. L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito. Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo. Come non amare i suoi grandi occhi fissi. Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa. Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza lei. E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato. Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla. La notte è stellata e lei non è con me. Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano. La mia anima non si rassegna d'averla persa. Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me. La stessa notte che sbianca gli stessi alberi. Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi. Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata. La mia voce cercava…
  • Bella, / come nella pietra fresca / della sorgente, l'acqua / apre un ampio lampo di schiuma, / così è il sorriso del tuo volto, / bella.
  • La strada si riempì di pomodori, mezzogiorno, estate, la luce si divide in due metà di un pomodoro, scorre per le strade il succo. In dicembre senza pausa il pomodoro, invade le cucine, entra per i pranzi, si siede riposato nelle credenze, tra i bicchieri, le matequilleras la saliere azzurre. Emana una luce propria, maestà benigna. Dobbiamo, purtroppo, assassinarlo: affonda il coltello nella sua polpa vivente, è una rossa viscera, un sole fresco, profondo, inesauribile, riempie le insalate del Cile, si sposa allegramente con la chiara cipolla, e per festeggiare si lascia cadere l'olio, figlio essenziale dell'ulivo, sui suoi emisferi socchiusi, si aggiunge il pepe la sua fragranza, il sale il suo magnetismo: sono le nozze del giorno il prezzemolo issa la bandiera, le patate bollono vigorosamente, l'arrosto colpisce con il suo aroma la porta, è ora! andiamo! e sopra il tavolo, nel mezzo dell'estate, il pomodoro, astro della terra, stella ricorrente e feconda, ci mostra le sue circonvoluzioni, i suoi canali, l'insigne pienezza e l'abbondanza senza ossa, senza corazza, senza squame né spine, ci offre il dono del suo colore focoso e la totalità della sua freschezza.
  • Cuori spezzati, abbiate fede nei vostri morti! Essi non soltanto sono radici sotto le pietre macchiate di sangue, ma le loro bocche mordono ancora esplosivo e vanno all'attacco come oceani di ferro e ancora i loro pugni levati smentiscono la morte.


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