Frasi di Cesare Cremonini

frasi di cesare cremonini

Le più belle frasi di Cesare Cremonini

Ti presentiamo le più belle frasi di Cesare Cremonini. Una raccolta di frasi, citazioni e aforismi, tratte dalle canzone di Cesare cremonini, uno dei cantautori italiani più apprezzati nella scena della musica Italiana moderna.

Ah! Da quando Senna non corre più… – Ah! Da quando Baggio non gioca più… – Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu…- Non è più domenica!

Alzi la mano chi, da adolescente, non è mai stato costretto da un amico con la passione della musica ad ascoltare centinaia di volte un suo pezzo inedito o ad assistere a ogni sua esibizione pubblica: alla fine non c’era passaggio di accordi che non conosceste a memoria, imprevisto che non foste in grado di prevedere.

AM si insinua nei tuoi polmoni, ti cresce sotto pelle. Ti abbraccia quando non lo ascolti. Godo in sua compagnia mentre vado alle corse.

Capirai che il cielo è bello perché – in fondo fa da tetto a un mondo pieno di paure e lacrime.

Chissà se amare è una cosa vera.

E l’occhio ride ma ti piange il cuore, – sei così bella ma vorresti morire, – sognavi di essere trovata – su una spiaggia di corallo una mattina – dal figlio di un pirata, – chissà perché ti sei svegliata.

È un pianoforte senza coda che suona – in città, non vuole essere – alla moda, la moda la fa!

Fidati di me, un latin lover – non canta l’amore: lo vuole per sè! – Ecco perché non sono un latin lover: – io canto l’amore si, ma solo per donarlo a te!

Gli applausi in un teatro hanno un suono particolare, ti piovono addosso come un temporale improvviso. Ma la cosa più emozionante è stata riuscire a far scoppiare a ridere il pubblico con una battuta. È un sogno che mi portavo dietro fin da bambino, quando all’asilo mettevo tutti i miei compagni di giochi sulle scale e cercavo di farli ridere rendendomi ridicolo.

Ho visto un posto che mi piace si chiama Mondo, – ci cammino, lo respiro, la mia vita è sempre intorno.

La musica nasce dal silenzio. Riempie il vuoto. Richiama in superficie le sirene che, spaventate dalla tempesta e dalla burrasca notturna, si rifugiano sul fondo del mare, protette da infiniti cunicoli di corallo e sabbia.

Le tue parole sono mine, – le sento esplodere in cortile. – Al posto delle margherite – ora ho solo cariche esplosive.

Ma in fondo io sto bene qua – tra le mie facce e la mia falsità, – ma in fondo io sto bene qua – trovando in quel che sono – un po’ di libertà.

Madre, perché piangi? – ma non mi hai detto tu, che una lacrima è un segreto? – Ed io ci credo, ma non ti vedo – mentre grido e canto le mie prime note!

Madre, tra i gioielli, – sono ancora il più prezioso tra i diamanti?

Mi trovavo ad un passo da quella data storica, il Duemila, e stavo per compiere diciotto anni tondi, senza che nulla fosse realmente cambiato.

New york, new york – è una scommessa d’amore, – tu chiamami e ti vestirò – come una stella di Broadway.

Non so dirti una parola, – non ho niente di speciale, – ma se ridi poi vuol dire – che una cosa la so fare.

Non succede quasi mai a due come noi, – di credere che sia possibile – trovare un complice in questo disordine.

Ogni volta, – ogni maggese – che ritorna – dà vita a un seme… – Sarà vita nuova anche per me…

Padre, mille anni, – e quante bombe sono esplose nei tuoi ricordi!

Pensa la cosa più semplice, – cogli la rosa più fragile e mi avrai.

Più mi guardo, più mi sbaglio, più mi accorgo che – dove finiscono le strade, è proprio li che nasce il giorno.

Se già ci apparteniamo poi, dopo che succede? – Vorrei scavarti l’anima, – raccontarti che si vede. – Non voglio dalla vita una storia qualunque, – ho fatto un paio di progetti, – chissà se basta.

Servirebbe il silenzio, lo so, ne avrei bisogno anche io, per tenere e ordinare dentro il dolore che umilia ogni cosa, anche le più belle. Ma il silenzio oggi diventerà musica, la più grande testimone di esistenza. Di unione. Di vita.

Sono il pagliaccio e tu il bambino – farò pagare caro ad ogni uomo il suo sorriso.

Sono il pagliaccio e tu il bambino, – nel circo ho tutto – e vivo solo di quel che sono, – la sera quando mi sciolgo il trucco – riscopro che sono un pagliaccio anche sotto.

Tra poco fa giorno, – la festa è finita, si torna alla vita – ti chiamerò un giorno d’estate o magari mai più

Tutti guardan la televisione – e aspettano di piangere per farsi compassione, – ma dentro quella scatola risposte non ce n’è, – solo donne in maschera e buffoni come me.

Uomini persi per le strade, donne vendute a basso costo, – figli cresciuti in una notte come le fragole in un bosco – più li guardo, più li canto, più li ascolto, – più mi convincono che il tarlo della vita è il nostro orgoglio.

Walter mi parlava come fossi un adulto, legittimandomi come essere pensante. Era quella fiducia a tenere acceso il motore della mia creatività.

Se desideri aggiungere alla raccolta una frase di Cesare Cremonini, scrivici a condividi i tuoi pensieri.

 

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